Il rapporto “Cost of Cyber Crime study” del 2017, già citato nell’articolo precedente, considera per la prima volta anche l’Italia fra i paesi oggetto dello studio. Il dato più significativo sul nostro Paese è senza dubbio quello relativo ai 6.73 milioni di dollari all’anno che le aziende italiane spendono in media a causa del Cyber Crime.

La situazione peggiora ovunque

Non è sfortunatamente possibile un confronto con le spese sostenute nell’anno precedente, dato che l’Italia non era oggetto di studio nel rapporto 2016: è però da notare che i costi sostenuti dagli altri cinque paesi sono tutti notevolmente aumentati, con percentuali che superano il 20%. È quindi probabile che anche nel nostro caso le cifre siano destinate a salire.

I più pericolosi? Malware e attacchi web

6.73 milioni sono una cifra impressionante, se si considera che è calcolata su una media per singola azienda. A cosa è dovuta quest’enorme voragine? C’è forse un tipo di attacco a cui le nostre aziende sembrano più vulnerabili? Secondo i dati del Ponemon Institute sicuramente le minacce più pericolose sono i malware (che contribuiscono per il 19% a quei 6.73 milioni medi di perdite) e gli attacchi web (18%). In una fascia media troviamo i malicious insiders (ovvero persone interne all’azienda che effettuano le intrusioni, 13%), i codici maligni (12%), la negazione di servizi (11%) e il furto di device (10%). Incidenza relativamente minore hanno il phishing (8%), i ransomware (6%, tuttavia in continua crescita su scala globale) e i botnets (3%).

Come attrezzarsi?

Le aziende italiane devono quindi essere in grado di affrontare qualsiasi tipo di attacco informatico, dato che l’incidenza delle singole tipologie di Cyber Crime sui costi totali è incredibilmente bilanciata, più che negli altri Paesi presi in considerazione. Come fare dunque ad attrezzarsi adeguatamente per fronteggiare le minacce informatiche? Anche questo punto viene esaurientemente trattato dalla ricerca, e proprio ad esso dedicheremo il prossimo articolo.

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