Il servizio di streaming online Dazn è ormai piuttosto noto in Italia, essendosi assicurato i diritti su tre partite di Serie A per ogni giornata di campionato e sull’intera Serie B. Ricordiamo che si tratta di una piattaforma che fornisce contenuti sportivi sia live che on demand sul modello di Netflix, da cui riprende alcune caratteristiche come il primo mese gratuito.

Il calcio

Riguardo al calcio Dazn, oltre alla Serie A e alla Serie B, offre nel suo catalogo anche la Liga spagnola, le Coppe inglesi, i primi due campionati e le coppe francesi, nonché trofei internazionali come la Copa Libertadores e la Coppa d’Africa.

Gli altri sport

Fra gli altri sport, l’offerta comprende rugby (Heineken Champions Cup, Guinness Pro 14, Scotland/Ireland/Wales Internationals), rally (WRC), MMA (UFC e Bellator), boxe (Matchroom e Showtime Boxing), baseball (MLB), hockey (NHL) e freccette (PDC Darts).

Come guardarlo?

Per godere del servizio serve una connessione internet con una velocità in download di almeno 2 Mbps (3.5 Mbps per l’alta risoluzione). La visione è fruibile su televisore nel caso si possieda una smart TV, oppure un device come Apple TV/Chromecast, oppure ancora una console come PlayStation 4/Xbox One. Altrimenti tramite l’apposita app è disponibile su dispositivi mobili iOS e Android. Infine è possibile fruire dei contenuti anche senza alcuna app, semplicemente loggandosi a https://www.dazn.com/it-IT da browser Chrome, Safari, Firefox, Edge o Explorer.

I problemi al debutto

Parlando delle performance, il debutto con la Serie A è stato tutt’altro che positivo. In particolare durante Lazio-Napoli sono emersi problemi di re-buffering su tutti i dispositivi, a prescindere dalla qualità della connessione, che hanno pregiudicato l’esperienza degli utenti finali. Problemi di natura minore sono emersi anche durante Sassuolo-Inter, con un numero maggiore di utenti connessi.

Il “modello Netflix”

Da dove sono derivati? Disgraziatamente, sembra che questi problemi siano strutturali. Dazn si appoggia su un’architettura di sistema simile a quella di Netflix, basata su CDN(Content Delivery Network), ovvero reti di memoria connesse con le reti dei provider, che consentono di “avvicinare” fisicamente i contenuti e migliorare le prestazioni. Questo è il modello generale di Dazn, già diffuso in una trentina di paesi.

Problemi strutturali

Esso incontra però alcune difficoltà proprio in Italia, dovute non tanto all’arretrata infrastruttura del Paese ma piuttosto agli accordi con i CDN Service italiani, tutti esterni alle reti dei principali provider di telecomunicazioni. I problemi sono insomma strutturali, e non sono legati in alcun modo al numero di utenti connessi o con le scarse performance delle connessioni italiane.

Un accordo con Tim?

La piattaforma britannica si è tuttavia già mossa per trovare una soluzione, cercando un accordo con Tim che possa “avvicinare” i contenuti Dazn alla rete Telecom Italia, con conseguenti miglioramenti per gli utenti finali. È fra l’altro probabile che questo possa far finire alcuni dei contenuti di Dazn su Timvision.

Un effetto benefico per il futuro?

E sul lungo periodo, quali possono essere le prospettive? È ragionevole pensare che Dazn potrebbe avere un effetto benefico sulla diffusione della banda larga in Italia, finora bloccata anche dalla presunzione che la domanda non fosse sufficiente a giustificarne gli investimenti. Potrebbe infatti verificarsi un processo simile a quello che ha portato le compagnie telefonica ad aumentare il traffico internet disponibile nelle varie offerte, in seguito alla diffusione massiccia dello streaming anche da mobile.

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