Uno degli antivirus più diffusi a livello globale è Kaspersky, che (almeno fino a pochi mesi fa) era il principale fornitore di software di sicurezza in Europa e il quarto al mondo.

Le origini.

L’antivirus è prodotto dalla Kaspersky Lab ZAO, fondata nel 1997 a Mosca da Evgenij Kaspersky. Si tratta quindi di un’azienda nata in russia per iniziativa di un informatico russo, che peraltro ha lavorato nei suoi 25 anni di vita con molte agenzie governative (non solo russe) in tema di sicurezza.

Le preoccupazioni.

Vista l’attuale situazione internazionale il colosso della sicurezza informatica è stato fonte di preoccupazioni anche istituzionali, con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gabrielli che ha invitato ufficialmente a “prendere le distanze dall’antivirus” e “disinstallarlo dai server della pubblica amministrazione”.

Il sospetto.

Conviene quindi davvero eliminare l’antivirus? Sono fondati i sospetti di contenere software spia o backdoor, lo stesso sospetto che l’amministrazione degli Stati Uniti nutre verso Huawei e i suoi legami con il governo cinese?

Il servizio.

L’agenzia per la Cybersecurity Nazionale ha poi sollevato un altro problema: anche dando per assodata l’assoluta buona fede dell’azienda Kaspersky, un fornitore proveniente da un paese in guerra potrebbe avere difficoltà a garantire e mantenere un buon livello del servizio.

Il garante per la privacy.

Ad ogni modo, il garante per la privacy ha chiesto a Kaspersky Lab se i dati raccolti dall’antivirus vengano analizzati fuori dall’Unione Europea. Va ricordato al riguardo che i data center di Kaspersky a cui afferisce il territorio italiano si trovino in Svizzera, non in Russia.

La risposta.

La risposta di Kaspersky non si è fatta attendere: l’azienda rileva di non essere l’unico né il principale fornitore delle PA italiane, che quindi dispongono di ulteriori partner riguardo alla cyber security. Inoltre ricorda appunto che i propri data center sono in Svizzera, quindi sottoposti alla rigida legislazione elvetica sulla protezione dei dati. Infine, l’azienda ha ricordato che l’affidabilità delle sue soluzioni è stata certificata più volte da studi indipendenti.

La conclusione.

D’altro canto Kaspersky non ha negato di collaborare col governo russo, così come con altri governi, nell’ambito della lotta al cyber crimine. Chiaramente era difficile immaginare una risposta di diverso tenore da parte di Kaspersky, che ricordiamo comunque non essere soggetta a nessun provvedimento ufficiale da parte delle autorità italiane. Sta quindi al singolo consumatore decidere se rinnovare la fiducia all’azienda o cambiare i propri fornitori, che sia per timori sui propri dati o per preoccupazioni sulla continuità del servizio.

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