Non è certamente una novità che negli ultimi anni i virus ransomware siano sempre più diffusi, un dato allarmante considerando che si tratta degli attacchi informatici in grado di essere più dannosi in assoluto per le aziende, che si trovano improvvisamente tutti i loro dati crittati dietro a chiavi in possesso degli hacker. L’unica soluzione, se non si è provveduto a un opportuno backup, a quel punto è quella di pagare il “riscatto”; altrimenti non resta che rassegnarsi alla perdita dei propri dati.

Bose.

Nessuna azienda è al riparo da questo tipo di attacchi, grande o piccola che sia. Emblematico è il caso di Bose, azienda leader nel settore delle apparecchiature audio, il cui socio di maggioranza è il prestigioso MIT (Massachussets Institute of Technology). La società americana ha infatti dichiarato di essere stata colpita da un attacco di questo genere lo scorso 7 marzo.

Le conseguenze.

Fortunatamente, le conseguenze sono state ben limitate: grazie ad un adeguato backup, la normalità è stata prontamente ripristinata. L’azienda non ha quindi registrato nessun grave danno sul lungo periodo.

I dati personali.

L’unico possibile effetto (nemmeno sicuro) è la sottrazione dei dati personali di 6 ex dipendenti, che né Bose né le autorità riescono ad escludere. Ad ogni modo, fortunatamente ad ora questi dati non risultano essere stati messi online nel dark web.

L’importanza dei backup.

E’ importante sottolineare come i ransomware non si possano “curare”, solo prevenire tramite adeguate policy di backup come quelle che tipicamente impostiamo per i nostri clienti. In questo caso è possibile riprendere tranquillamente il proprio lavoro senza essere costretti a scegliere fra perdere i propri dati e pagare un esoso riscatto ai pirati informatici che li hanno rubati.

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