Il 2018 è stato un buon anno per Microsoft. La casa di Redmond ha infatti chiuso il 2018 con un aumento di fatturato del 12% rispetto all’anno precedente. Tre sono le colonne portanti di questa piccola rinascita: il cloud (con un impressionante +76% di Microsoft Azure), il gaming (con il boom di Surface Pro) e l’immancabile Office (che resta saldamente leader di settore nonostante la diffusione di Google Docs).

Windows: una nota dolente.

Se in generale il bilancio dei software Microsoft è positivo, a pagare dazio è clamorosamente proprio Windows, in calo sia presso le utenze business (-2%) che domestiche (-12%). A guadagnarne sono i rivali di sempre: Apple nel mercato business e Google in quello domestico, con l’inaspettato successo dei Chromebook negli Stati Uniti.

La fine di Windows Mobile.

Non sorprende dunque che Microsoft deciso di staccare definitivamente la spina a quello che è probabilmente il suo più grande fallimento: Windows Mobile. Il 10 dicembre 2019 verrà infatti interrotto qualsiasi supporto software a Windows 10 mobile, compresi gli aggiornamenti di sicurezza e i bug fix. Da quella data in poi, chiunque usasse un Windows Phone lo farebbe a proprio rischio e pericolo.

Il consiglio di Microsoft.

Il consiglio ufficiale della casa di Redmond agli affezionati clienti del proprio OS mobile è tanto lapidario quanto onesto: “raccomandiamo il passaggio a un dispositivo Android o iOS supportato”. Impostazioni e app potranno comunque essere salvate tramite backup su cloud Windows fino al 10 marzo 2020.

Cortana: un’altra nota dolente.

Un altro settore dove Microsoft ha avuto vita molto difficile è sicuramente quello delle assistenti vocali. Nonostante la casa di Redmond abbia rilasciato Cortana ben prima dei rivali, integrandola con i sistemi operativi Windows, con il tempo l’Assistente Google e Amazon Alexa hanno sostanzialmente creato un duopolio, escludendo Cortana dalla competizione.

Le nuove compatibilità.

Da qui la “ritirata strategica” per Cortana: non sarà più una concorrente, bensì un’app compatibile con Alexa e Assistant. In questo modo l’assistente vocale di Microsoft garantirà l’integrazione fra gli ex rivali e i prodotti Microsoft quali Office 365, Windows 10 e Azure. O almeno questa è la prospettiva, visto che l’avvicinamento con Google Assistant è ad ora solo un’intenzione. Probabilmente non aiuta il fatto che Google sia competitor diretto di Microsoft su molteplici fronti, a differenza di Amazon.

Cortana e Alexa.

Al contrario, negli USA l’integrazione fra Cortana e Alexa è già realtà. Da agosto 2018 è infatti disponibile la skill che integra Cortana in Amazon Ecco, così come l’app che porta Alexa su Windows 10 (al momento non su altri dispositivi Microsoft come ad esempio Xbox One). Grazie a questo è possibile sfruttare le funzionalità di entrambe contemporaneamente, chiedendo per esempio ad Alexa di aprire la posta Outlook o a Cortana di alzare la temperatura in casa.

Cortana e Windows.

Sembra quindi che il futuro di Cortana sia sempre più come app multipiattaforma e sempre meno come integrazione di Windows. A questo proposito, dal prossimo aggiornamento di Windows 10 la ricerca di file non avverrà più attraverso Cortana, ma sarà gestita tramite un processo indipendente.

La strategia di Microsoft.

Queste mosse sono da inquadrarsi in una più ampia strategia, pianificata a Redmond fin dal 2014, quando Satya Nadella ha sostituito Steve Ballmer (a sua volta successore di Bill Gates) come CEO del gruppo. Sotto la gestione di Ballmer Microsoft aveva attuato una politica commerciale aggressiva, culminata proprio con la sfida ad Apple e Google nel mercato dei sistemi operativi per mobile. Con Nadella invece il focus di Microsoft si è spostato sul software e sui servizi, con particolare attenzione per i settori dove vanta già una presenza importante (quali suite business e gaming). Dove invece Redmond vantava quote di mercato minoritarie (come nel caso degli assistenti virtuali), si è preferita la strada della collaborazione a quella della concorrenza. Infine si è provveduto al disimpegno completo dai settori meno redditizi, fra cui appunto quello della telefonia mobile (prima con lo stop alla produzione di Windows Phone, ora con la fine definitiva di Windows 10 Mobile).

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