A distanza di qualche giorno, si è fatto più chiaro il quadro del disservizio che ha reso l’intera rete del gruppo Facebook inaccessibile per sei ore (compreso quindi Instagram, WhatsApp e tutte le funzioni ad essi collegate) nella giornata del 4 ottobre.

Errore umano.

Il particolare più rassicurante è che non si è trattato di un attacco hacker, ma “semplicemente” di un errore umano. Non si è dunque verificata alcuna fuga di dati, personali o meno.

BGP.

Durante un aggiornamento interno, infatti, è stato commesso un errore di configurazione che ha reso inaccessibili da remoto i computer responsabili del BGP, ovvero l'”instradamento” dei dati verso gli indirizzi IP corretti.

Strada perduta.

In questo modo i dati destinati a Facebook non riuscivano a “trovare la strada”, causando il mancato funzionamento del servizio (che fosse lo stesso Facebook, i servizi ad esso correlati come il login con Facebook, WhatsApp o Instagram).

Una soluzione molto difficile.

L’unica possibilità di correggere l’errore è stata a questo punto l’intervento fisico sui data center Facebook, reso ancora più difficile dal fatto che gli stessi ospitano anche le comunicazioni interne dell’azienda (mail aziendali, sistemi “smart”, protocolli di sicurezza e molto altro…).

Reazione a catena.

La situazione ha messo in difficoltà anche servizi di terze parti non coinvolte come Twitter, Netflix e Disney+ a causa del picco di traffico dovuto alle mancate connessioni ai servizi del gruppo Facebook.

La soluzione.

Fortunatamente il gruppo Facebook è riuscito a risolvere la situazione nel giro di 6 ore, ripristinando il regolare funzionamento dei suoi servizi.

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